La tracciabilità e la trasparenza delle filiere nel Made in Italy

pubblicato 02/12/2015 alle 10:27

articolo di Giulia Ghiretti

Si è svolto a Parma un importante focus organizzato da CNA Federmoda Parma per creare opportunità di rete fra realtà di diverse parti d’Italia che promuovono la tracciabilità e la trasparenza delle filiere del Made in Italy nel nostro sistema manifatturiero.

 

Recenti studi svolti dall’Osservatorio Nazionale delle Dermatiti da Tessuti, coordinato dalla Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale Ambientale (SIDAPA), hanno evidenziano il rischio chimico correlato ai prodotti tessili. In particolare, si evidenzia un aumento rilevante delle patologie cutanee da contatto tessile con una prevalenza ancora sottostimata nella popolazione generale.

 

Mauro Rossetti, Direttore dell’Associazione Tessile e Salute il quale vede nella trasparenza dei processi di trasformazione dell’articolo tessile privo di sostanze chimiche pericolose quel valore aggiunto, la leva di promozione della filiera del Made in Italy da utilizzare sui mercati esteri dove la sostenibilità costituisce uno dei più importanti fattori di scelta. 

 

L’Associazione Tessile e Salute opera da 15 anni a fianco dei consumatori, dei produttori, degli enti e delle organizzazioni che hanno a cuore la sicurezza del prodotto tessile ed opera in sinergia con il Ministero della Salute, i NAS, le ASL e le Procure della Repubblica per prevenire e combattere la diffusione sul mercato di prodotti nocivi per la salute degli utilizzatori.

 

Marco Antonini, ricercatore che opera su fibre vegetali e animali e membro del Consorzio Umbro Arianne http://www.consorzioarianne.eu/joomla/ è intervenuto testimoniando l’opportunità di unire le forze per la riattivazione di filiere tessili ormai perdute, promuovendo una nuova visione del mondo del tessile abbigliamento più legato ai territori di produzione. Racconta la sua esperienza in America Latina dove ha studiato e lavorato e deciso poi di importare in Italia gli alpaca, animali allevati proprio per la loro lana pregiata.

 

Sandra Rossi, psicologa e consulente d’impresa per le risorse umane, si sofferma sulle criticità per il consumatore affermando che il 7-8% delle patologie dermatologiche è dovuto a quanto indossiamo e nel 100% dei casi in cui è stato possibile individuare i capi causa di patologie si è trattato di capi di importazione.

 

Stefania Gamberini, Responsabile CNA Federmoda Emilia Romagna ritiene fondamentale lavorare su questi temi con un progetto regionale e ritiene un valore aggiunto il lavoro su queste tematiche. 

 

Angelo Cornacchione, Vice Presidente CNA Parma condivide con il gruppo la sua esperienza come membro di una rete tra imprese nel settore delle pulizie dell’Emilia Romagna e della Toscana.

 

Gianni Berna, allevatore di alpaca e membro del Consorzio Arianne, precisa che in ogni passaggio c’è chimica e che dentro al nostro tessile non c’è più materia prima italiana. Tessile e salute e agricoltura e allevamento: questi sono i tre temi fondamentali.

 

Il Focus - ribadisce Rosa Abeli, Presidente CNA Federmoda Parma - si è concluso con i seguenti obiettivi:

 

- creare contatti tra aziende di allevamento, coltivazione, produttori di strumenti per la lavorazione delle fibre vegetali e animali, tessitori, coloro che vendono tessuti e chi li confeziona;

 

-creare una rete tra imprese del settore cercando di riprendere la coltivazione della canapa e la bachicoltura creando in questo modo nuove opportunità di lavoro per i giovani e incentivando la passione e il lavoro dell’agricoltura;

 

-creare un opuscolo informativo e formativo da distribuire ai produttori e ai consumatori nei luoghi di formazione e informazione per sensibilizzare il pubblico circa i rischi correlati alla lavorazione e all’utilizzo di capi d’abbigliamento provenienti da quei paesi dove non vi sono regole stringenti per la loro lavorazione sia come componenti delle fibre sia come coloranti dei capi;

 

-cercare fondi a sostegno di queste attività e per la realizzazione di questo opuscolo informativo;

 

- coinvolgere l’AUSL di competenza in queste iniziative per la sensibilizzare i consumatori;

 

-Promuovere il Made in Italy con eventi e seminari nelle scuole e negli ambienti di lavoro;

 

- creare un albo di accesso alla professione sia nel settore delle sartorie sia nelle imprese di pulizia;

 

-collaborare con l’Associazione Tessile e Salute per la certificazione dei prodotti Made in Italy che garantiscono una filiera sana e corretta e la tracciabilità tessile.

 

TG Emilia Romagna del 19 novembre 2015 alle ore 14.00 ha dedicato un servizio al Focus Tessile e Salute che è possibile vedere al seguente link dal minuto 11.38.

 

Per informazioni

Giulia Ghiretti, Coordinatrice CNA Federmoda Parma

Tel. 0521/227201 - Email gghiretti@cnaparma.it 

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