Piattaforme di relazioni e tecnologie che accorciano le distanze tra le persone: è con questo spirito che stamattina si è svolta l’iniziativa “Persone al centro”. Ad alternarsi, i rappresentanti delle diverse anime di CNA, che hanno illustrato agli oltre 350 collegati da tutt’Italia, le soluzioni già operative e prossime al lancio, con cui la Confederazione ha risposto alle esigenze degli associati. Dalla gestione interna dei dati del sistema, alle piattaforme del Patronato e dei pensionati; dalla complessa partita della privacy al marketing. In tutti questi ambiti, il Covid ha bloccato alcune cose, ma ne ha rese possibili tante altre.

Il nostro valore aggiunto

Con questo incontro abbiamo dato un valore aggiunto allo slogan CNA c’è”, ha sottolineato Sergio Silvestrini, segretario generale CNA, nel corso del suo intervento conclusivo. “Iniziative del genere – ha aggiunto – sono momenti importanti di comunità. Abbiamo scelto di mettere le persone al centro e l’innovazione come elemento coerente, ma partendo da una premessa: che la nostra è una comunità che ha bisogno di pensare. Senza la passione non c’è digitale e senza digitale non c’è passione”, ha proseguito Silvestrini, che ha poi ricordato l’eccezionalità del momento: “quello che ci troviamo a dover affrontare non è un cambiamento routinario. Abbiamo perso di vista antiche consuetudini, ma ne abbiamo acquisite altre. Se non saremo sconfitti dal male ne usciremo più forti. La Confederazione – ha ricordato Silvestrini- sta facendo tutto quello che può per vincere questa sfida. Perché tutto cambia e noi dobbiamo essere veloci, adattativi e molto innovativi. Conta come formeremo le persone, contano la consapevolezza e la discontinuità, l’interazione nella diversità. Siamo un’organizzazione con infinite sedi, culture diverse, da nord a sud. Pur partendo da valutazioni diverse, dobbiamo avere una visione d’assieme per aiutare le imprese. Perché fare sistema è la via d’uscita dalla crisi”.

Silvestrini torna su uno dei temi affrontati nel corso dell’incontro: la privacy. “Siamo dipendenti da strumenti che vendono le nostre informazioni ai capitalisti della sorveglianza”, ha rilevato Silvestrini citando il saggio della sociologa americana Shoshana Zuboff. “Questo strapotere assoluto va temperato. Di pari passo agli sforzi verso la digitalizzazione, deve rimanere la curiosità di parlare con le persone. Gli strumenti vanno diversificati a beneficio delle centinaia di migliaia di associati. La Confederazione porterà a sintesi i le migliori esperienze; sarà l’enzima, il catalizzatore delle migliori esperienze. Il cambiamento è una condizione di sopravvivenza. Si salva chi corre, è vigile, agile, adattativo. E previene il pericolo. Sapremo farlo”, ha concluso Silvestrini.

Una risposta di sistema

A introdurre i lavori il direttore della Divisione sviluppo del Sistema, Armando Prunecchi. “Siamo partiti da quello che deve essere semplice e attrattivo per i nostri associati e clienti. È per questo che abbiamo iniziato ad agire ispirati da questo principio: pensare online, pensare mobile” ha spiegato Prunecchi. “Farlo ci ha permesso di avere il più possibile la capacità di proporre strumenti per garantire l’interazione e l’integrazione tra strutture. Abbiamo pensato fosse importante una piattaforma per le relazioni. Perché relazioni e tecnologia non sono mondi separati, non c’è conflitto tra queste due azioni. Siamo consci della differenza; sappiamo che a giocare ci sono attori diversi con esigenze diverse. E per dare soluzioni serve una risposta di sistema“.

Un futuro a tante voci

A seguire una serie di interessanti interventi di colleghi della CNA: da Antonio Licchetta sul patronato e le nuove visioni del domani a Lino Donzi sul database SID; da Danilo Caspoli sulla centralità del dato e la privacy a Filippo D’Andrea sulla Silver economy e a Luca Iaia sul marketplace CNA e il nuovo marketing associativo. Quindi il punto di vista di Davide Falasconi, Chief innovation officer del ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, sulla solidarietà digitale e gli strumenti disponibili. A concludere i lavori, come detto in apertura, Sergio Silvestrini.