L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 9 del 23 luglio 2021, sentito anche il Ministero dello Sviluppo Economico, ha fornito chiarimenti relativi alle modalità di applicazione del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali così come recentemente modificato dalla legge di bilancio 2021, in forma di risposte a quesiti.

I dubbi interpretativi sono stati principalmente due:

  • la possibilità di utilizzo del credito oltre il terzo anno
  • l’utilizzo di unica quota del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali materiali non 4.0

Per quanto riguarda il primo punto, l’Agenzia delle Entrate spiega che la ripartizione in quote annuali risponde alla necessità, soprattutto di ordine finanziario, di porre un limite annuo all’utilizzo del credito d’imposta – nella misura di un terzo dell’importo maturato – e non già di fissare un obbligo di utilizzo dell’intera quota annuale ivi stabilita o un limite temporale alla sua fruizione. Pertanto, nel caso in cui la quota annuale – o parte di essa – non sia utilizzata, l’ammontare residuo potrà essere riportato in avanti nelle dichiarazioni dei periodi di imposta successivi senza alcun limite temporale ed essere utilizzato già dall’anno successivo, secondo le ordinarie modalità di utilizzo del credito, andando così a sommarsi alla quota fruibile a partire dal medesimo anno. Questo anche oltre il limite del terzo anno.

Sull’utilizzo di un’unica quota del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali materiali non 4.0, la circolare chiarisce che la soluzione unica rappresenta una mera facoltà, pertanto il contribuente potrà sempre scontare il credito in tre quote annuali di pari importo. È il caso di sottolineare che il riporto in avanti senza soluzione di continuità prescinde dalla fruibilità temporale del credito d’imposta.

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