All’invito alla prima Assemblea nazionale CNA in versione interamente digitale, il ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, stamattina ha risposto rivolgendosi agli artigiani, “meritevoli di aver continuato ad avere – anche durante questa complicata fase di emergenza sanitaria – la forza e la resilienza che ha permesso alla nostra economia di reggere anche meglio del previsto”.

“E’ vero – ha sottolineato il ministro Patuanelli – che il settore industriale è quello che sta trainando il Paese ma è anche vero che dietro le filiere industriali ci sono sempre i lavoratori artigiani che garantiscono che quelle filiere esistano e ci sia una trasmissione della catena del valore che arriva fino all’ultimo imprenditore italiano. Questo è un dato di fatto: è un merito che gli artigiani devono prendersi e che tutti noi dobbiamo riconoscere a chi fa dell’artigianato la propria vocazione. Perché fare l’artigiano oggi significa avere una vocazione vera e propria”.

Il ministro dello sviluppo economico ha poi rivolto lo sguardo oltre confine, ricordando che è proprio attraverso l’artigianalità che l’Italia è divenuta il fiore all’occhiello del ‘Made in’ nel mondo. “Oggi il mercato italiano è il terzo più copiato al mondo e se l’italian sounding si configura come un grave problema per la commercializzazione dei prodotti contraffatti che scimmiottano quelli italiani, questo ci deve far comprendere quanto la qualità delle nostre produzioni sia un modello di riferimento per il resto del mondo. Il motivo per cui, infatti, i prodotti contraffatti italiani si vendono ancora così tanto è perché l’italianità nel mondo è ancora un valore: è grazie al lavoro artigiano nella produzione di arredi, ceramiche, vetro artistico e tanto altro ancora che la qualità rimane alta e attrattiva sui mercati internazionali”.

Al pubblico di artigiani, piccoli e medi imprenditori dell’Assemblea diffusa, collegati in streaming da tutta Italia, il ministro Patuanelli ha fatto presente che il fenomeno Covid-19 ha svolto funzione di veloce catalizzatore. Un acceleratore di trasformazioni, quali la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica, che andranno a incidere anche sul lavoro artigiano e dalle quali il mondo artigiano non può permettersi di restare fuori. Il ministro si è poi soffermato sul Superbonus 110%, sottolineando di riporre molta fiducia in questo strumento: “Una misura di prospettiva che può fare uscire dalla crisi il settore dell’edilizia, che dura già dal 2008, e mettere in moto gran parte dello scheletro produttivo del nostro Paese, efficientando anche dal punto di vista energetico il nostro patrimonio edilizio e mettendolo anche a norma sismica. E questo possono farlo tutti, anche chi è meno abbiente”.

Nel congedarsi, il ministro ha lanciato un appello: “La 443 può e deve essere rivista. La legge sull’artigianato ha bisogno di una revisione e dobbiamo – insieme – costruirla nel modo migliore possibile per rafforzare la centralità del lavoro artigiano”.