Lunedì 7 settembre entra in vigore il nuovo decreto del Presidente del Consiglio, approvato al fine di limitare il contagio da Coronavirus, esso sarà valido fino al 7 ottobre. Il nuovo provvedimento del governo, quindi, conferma la validità dell’ordinanza firmata il 12 agosto dal Ministro della Salute Roberto Speranza, per attuare i controlli su cittadini che rientrano dall’estero.

Le regole per i viaggi, come spiegano le disposizioni del governo, sono diverse a seconda dello Stato di provenienza o destinazione e delle motivazioni degli spostamenti. Sono previste diverse situazioni a seconda del paese di provenienza:

  1. Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano: non è prevista nessuna limitazione.
  2. Paesi UE (tranne Croazia, Grecia, Malta, Spagna, Romania e Bulgaria), i Paesi Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, Andorra e Principato di Monaco: gli spostamenti da/per questi posti sono consentiti senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo, e senza obbligo di isolamento al rientro.
    Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione.
  3. Regole diverse per Croazia, Grecia, Malta, Spagna: chi entra/rientra in Italia da questi Paesi (dopo soggiorno o transito nei 14 giorni precedenti) deve presentare un’attestazione di essersi sottoposto, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, a test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. Oppure deve sottoporsi al test all’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine o entro 48 ore dall’ingresso in Italia. Nell’attesa deve stare a casa in isolamento fiduciario. Chi arriva da Croazia, Grecia, Malta, Spagna deve comunicare subito il suo ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, anche se asintomatico. Poi, in caso di sintomi riconducibili al Covid-19, deve segnalare con tempestività la situazione all’Autorità sanitaria e continuare l’isolamento fiduciario.
  4. Bulgaria e Romania: sono consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione da/per questi Paesi ma, al rientro in Italia, c’è l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. È anche necessario compilare un’autodichiarazione e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
  5. Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Thailandia, Tunisia, Uruguay: sono consentiti gli spostamenti da/per questi Paesi senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo. Al rientro in Italia è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione e raggiungere la propria destinazione finale nel nostro Paese solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
  6. Paesi extra UE, quindi il resto del mondo, con obbligo di motivazione. I movimenti, quindi, sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Il rientro in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito ai cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, ai titolari di permesso di soggiorno e loro familiari.
    Al rientro in Italia è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione con la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
  7. Paesi da cui non è permesso l’ingresso in Italia. Si tratta di Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Serbia e Colombia. Con l’eccezione dei cittadini Ue (inclusi gli italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 9 luglio 2020. Da Kosovo, Montenegro e Serbia è ancora in vigore un divieto di ingresso, con l’eccezione dei cittadini Ue (inclusi i cittadini italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 16 luglio 2020. Dalla Colombia è in vigore un divieto di ingresso con l’eccezione dei cittadini Ue (inclusi i cittadini italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 13 agosto 2020. Gli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo.