Voucher, CNA contraria all’abolizione

pubblicato 20/03/2017 alle 10:36

articolo di Ufficio Stampa CNA Parma

Da sabato 18 marzo l’acquisto dei voucher per il lavoro occasionale è vietato. Restano utilizzabili, entro il prossimo 31 dicembre, soltanto i buoni che sono stati richiesti entro venerdì 17 marzo 2017.

 

<<L’abolizione dei voucher – dichiara Gualtiero Ghirardi, Presidente provinciale CNA - sancita dal DL 25/2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 marzo e combinata ad un meccanismo transitorio così restrittivo, avrà avere un forte impatto su alcuni settori produttivi dove il voucher era molto utilizzato in maniera regolare e trasparente per gestire attività occasionali e temporanee.

 

<<Siamo preoccupati – continua Ghirardi – perché questa situazione è un paradosso tutto italiano: quando non si riesce a colpire gli abusi si toglie lo strumento>>.

 

La posizione del Presidente nazionale Daniele Vaccarino è molto netta: <<La CNA è totalmente contraria all’abolizione dei voucher in questo quadro regolamentare che non consente alle imprese, soprattutto piccole, di far fronte ai picchi di attività operando con facilità e assicurando ai lavoratori le garanzie contrattuali e previdenziali. Si tratta di una decisione che alimenta il sommerso e danneggia imprenditori e lavoratori>>.

 

Dal territorio anche i giovani imprenditori hanno voluto esprimere il loro dissenso:

<<Con la soppressione dei voucher – dichiara Chiara Allegri, Presidente CNA Giovani Imprenditori di Parma – si mettono in difficoltà soprattutto le giovani imprese che in questo modo si vedono private della possibilità di regolarizzare dei collaboratori per lavori temporanei. Le piccole imprese non si possono spesso permettere di sostenere i costi di assunzione per lavori che vengono svolti da collaboratori esterni in modo occasionale. L’abuso di questo strumento è cosa sicuramente da gestire ma la soppressione non può essere la soluzione>>.

 

Sulla stessa linea Stefania Milo, Presidente nazionale CNA Giovani Imprenditori: <<Una scelta sbagliata: lo strumento era buono, sebbene necessitasse di miglioramenti. Ma già dal suo primo periodo di utilizzo è facile notare come abbia portato alla luce una fetta di lavoro sommerso. Oltre che essere anche un buon modo per giovani, studenti o neolaureati, per muovere il primo passo nel mondo del lavoro. Non è possibile che per l’incapacità di fare controlli (oggi con la procedura telematica non sarebbe difficile punire i trasgressori) vengano tolti strumenti che hanno coperto un vuoto contrattuale adeguato alla tipologia di prestazione erogata. Il contratto a chiamata che dovrebbe sostituirli non può essere utilizzato con la stessa flessibilità>>.

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