Rifiuti: prospettive dopo l’abrogazione del SISTRI

pubblicato 07/02/2019 alle 13:11

articolo di Massimo Perotti

A seguito della tanto attesa abrogazione del SISTRI che è contenuta nel DL Semplificazioni, CNA in queste settimane sta monitorando la fase parlamentare di conversione in Legge del provvedimento. Nel frattempo prosegue il confronto con il Ministero dell’ambiente su quello che sarà il futuro della tracciabilità dei rifiuti.

 

La norma contenuta all’art. 6 del suddetto DL 135/2018 ha previsto, con la cancellazione del SISTRI, anche l’abrogazione di alcune norme del testo unico ambientale introdotte con il d.lgs 205/2010 ed in particolare l’art. 16 che aveva modificato gli articoli 188, 189, 190 e 193 del d.lgs 152/2006. Si ritorna dunque, al momento, ai “vecchi” adempimenti previsti ai suddetti articoli nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto legislativo 205/2010.

 

In proposito è bene evidenziare che ciò risolve il noto problema, verificatosi con l’avvento delle norme del SISTRI, della tenuta dei registri presso le Associazioni. Infatti, nonostante alcuni organi di controllo si ostinino a contestare alle imprese tale fattispecie, il citato intervento normativo riporta senza alcun dubbio in vigore la versione dell’articolo 190 che, al comma 4, prevede che “I soggetti la cui produzione annua di rifiuti non eccede le dieci tonnellate di rifiuti non pericolosi e le due tonnellate di rifiuti pericolosi possono adempiere all'obbligo della tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti anche tramite le organizzazioni di categoria interessate o loro società di servizi che provvedono ad annotare i dati previsti con cadenza mensile, mantenendo presso la sede dell'impresa copia dei dati trasmessi.

 

Per quanto riguarda le prospettive future, sembra delinearsi un percorso per fasi successive, finalizzato a definire:

  1. La digitalizzazione degli attuali adempimenti cartacei: su questo progetto da ottobre è in corso una proficua consultazione gestita dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, che ha quasi completato l’elaborazione dei contenuti dei nuovi modelli digitali; restano ancora da definire però tutti gli aspetti di dettaglio, quali procedure, tempistiche, soggetti coinvolti, aspetti sui quali a breve dovrebbe essere riavviato il confronto con le organizzazioni imprenditoriali.
  2. L’istituzione di un registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, previsto dalla nuova direttiva europea sui rifiuti: in proposito, si prospetta l’introduzione di un emendamento nella conversione del decreto semplificazioni, volto a definire i criteri di delega in base al quale il Ministero dell’ambiente dovrebbe attuare il decreto necessario per la definizione di tale registro. Questa fase dunque è particolarmente delicata (si delinea un contesto di soggetti obbligati ad iscriversi a tale registro ed alla relativa contribuzione) e la CNA la sta monitorando attivamente. Almeno nelle intenzioni, sembra che tale registro sarà qualcosa di molto “snello”, con costi di contribuzione estremamente bassi (nulla a che vedere con i contributi SISTRI) e, anche in questo caso, costruito previa consultazione delle Associazioni. In ogni caso, i tempi per l’avvio di questo provvedimento non sono brevissimi.
  3. Non è ancora chiaro se, in prospettiva, si arriverà a un vero e proprio sistema di tracciabilità, o se a tal fine sarà sufficiente l’avvio del Registro e della digitalizzazione degli adempimenti; a questo proposito la CNA da sempre ha evidenziato l’inattuabilità, poiché non coerente con le procedure di gestione dei rifiuti lungo tutta la filiera, di un sistema di tracciamento in tempo reale su strada. In ogni caso questa ipotesi dovrà comunque essere, eventualmente, l’esito finale di un processo di condivisione che sarà sicuramente lungo.

Alla luce di questo quadro, ci sono alcune questioni da affrontare nel breve periodo; in particolare:

  • Restituzione USB e Black Box: in proposito il Ministero non si è ancora espresso formalmente. Poiché la norma prevedeva per questi dispositivi il comodato d’uso, al momento suggeriamo di conservarli (disattivando e, se possibile, smontando le black box con le modalità meno onerose per le imprese), in attesa di eventuali indicazioni sulla restituzione. Tra le ipotesi, potrebbe anche esserci quella di superare il comodato d’uso e lasciare tali dispositivi nella disponibilità dell’azienda che, a quel punto, dovrebbe presumibilmente smaltirli correttamente.
  • Gestione degli adempimenti – MUD: in questa fase, come detto prima, valgono i vecchi adempimenti (Registri, FIR e MUD).

 

Con riferimento in particolare al MUD, vi è l’ipotesi di un nuovo Dpcm che però non dovrebbe apportare novità particolarmente significative e complesse; questa eventualità, se confermata, dovrebbe far slittare la data per la presentazione del MUD. Siamo in attesa di una convocazione da parte di Unioncamere in cui chiarire questi aspetti, per cui contiamo di avere maggiori informazioni a breve.

 

Come si può comprendere il quadro è complesso e tutt’altro che concluso, e vedrà la CNA impegnata nei prossimi mesi nella definizione di aspetti fondamentali per le imprese e per il supporto che tutto il sistema CNA offre loro.

Si può dire però che, dopo anni vissuti tra complessità e incertezze date da un quadro normativo ambientale a dir poco caotico, almeno un risultato importante su cui la CNA si è battuta, è stato ottenuto. Contiamo di ottenerne altri altrettanto positivi approfittando della fase di revisione legislativa che dovrà essere attuata per recepire le nuove direttive comunitarie.

 

Barbara Gatto, Responsabile DPT Politiche Ambientali CNA

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