Il protagonista della prima storia è Gianpaolo Ghilardotti, lo chef che dalla passione per la cucina ha fondato FoodLab, impresa leader per l’affumicatura del salmone

 

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Siamo a Polesine di Parma, nella cosiddetta “bassa”, e tutto ci si può aspettare da questa terra, la vicina Zibello è la patria del culatello per intenderci, tranne che possa ospitare una delle più importanti aziende di lavorazione del salmone.


Il pesce del nord, che dalle limpide acque gelide dei fiumi e dei fiordi scandinavi, dai mari ghiacciati dell’Alaska, finisce in milioni di tavole nel mondo come in Italia: pietanza “alla moda” negli anni ’80 e oramai invece comune nelle abitudini anche delle nostre famiglie più rispettose delle tradizioni.

 

Gianpaolo Ghilardotti da bambino diceva di voler fare il cuoco “non l’architetto o il dottore ma il cuoco!”. Cresciuto nella fattoria della nonna cucinando davanti alla stufa a legna tra minestre e piatti della tradizione, tra il fare l’orto e crescere gli animali allevati. E’ passato poi dopo la scuola alberghiera a svolgere il mestiere dei suoi sogni: lo chef. Lavora in vari ristoranti con diverse esperienze all’estero. Proprio in Francia, grazie alla passione dello chef pluristellato George Blanc, scopre il salmone e il suo particolare metodo di affumicatura. 

 

Al rientro in Italia, Gianpaolo comincia a lavorare sul “suo” salmone, dapprima con il forno di casa poi, in campagna, per realizzare un forno speciale con le proprie mani. Migliaia di esperimenti, prove e assaggi per tutti gli amici e i familiari, la mattina presto, perché la sua attività di chef continuava e nel frattempo aveva anche comprato un ristorante tutto suo dove, un angolo, era riservato al salmone è ovvio…

 

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