Se vi è capitato, negli ultimi giorni, di passare per Parma avrete sicuramente notato uno strano proliferare di stickers con la forma di un fumetto vuoto su moltissimi manifesti pubblicitari, telefoni pubblici, fermate di autobus, insegne luminose, cartelli stradali, bancomat, e ovunque ci sia uno spazio "attaccabile".
Per chi, con molta curiosità, si stesse ponendo domande riguardo l'origine di questo fenomeno, ecco le risposte!
Il Progetto Bolla, questo il nome del gruppo che ha dato origine a tutto, ha un solo scopo ben enfatizzato anche sul loro manifesto: "le bolle incoraggiano la gente a dire la loro, a riempire il balloon con qualsiasi forma di auto-espressione libera dalla censura".
Il progetto nasce originariamente a New York, dal leader e fondatore Ji Lee (art director e designer) che incolla 15.000 bolle sui manifesti e sui muri della grande mela.Dopo due settimane scopre che il suo esperimento è perfettamente riuscito: tutte le bolle sono state scarabocchiate e riempite di frasi. Il manifesto, redatto dallo stesso Ji Lee, continua: "Stazioni, strade, piazze, bus, metropolitane ci gridano in continuazione messaggi di ogni tipo. Se una volta questi spazi erano considerati pubblici, ora vengono utilizzati dalle aziende per propagare i loro messaggi nel mero interesse del profitto. Armati di pesanti budget, le tecniche di marketing delle multinazionali stanno diventando sempre più aggressive e manipolatorie. Noi, la gente comune, siamo diventati contemporaneamente obbiettivi e vittime di questo attacco mediatico. Il Progetto Bolla e’ in contrattacco. Gli adesivi a balloon sono le munizioni."
Il progetto è ora uscito dai confini americani, ha attraversato l'oceano ed è pronto a invadere l'Europa. Il gruppo italiano con il sito www.progettobolla.com si propone di raccogliere tutte le "baloonate" (così le chiamano) partendo proprio da Parma. Altre città, promettono, si aggiungeranno.
In pratica quelle bolle bianche che vengono appiccicate un po' dappertutto servono a dare una voce alle persone, da sempre passive rispetto l'unidirezionalità della comunicazione degli oggetti che circondano il nostro vivere quotidiano.Un po' come avviene in internet con blog e newsgroup, la "commentabilità" senza mediazioni è stata esportata all'esterno della rete.
Ecco qualche esempio: